Il prossimo 1° novembre Yeman Crippa sarà sulla linea di partenza della Maratona di New York. Cinque borough, 42,195 chilometri e un percorso che è diventato uno dei simboli della corsa nel mondo.

Per Yeman sarà la prima volta sulle strade della Grande Mela e l’ultimo grande obiettivo di una stagione che lo ha visto trovare una nuova dimensione anche sulla maratona. Ad aprile, a Parigi, è arrivata la vittoria in 2h05’18”, suo primato personale e seconda prestazione italiana di sempre sulla distanza.
Numeri importanti, certo. Ma una maratona come New York non si costruisce il giorno della gara e nemmeno nelle ultime settimane. Dietro quei 42 chilometri c’è un lavoro fatto di allenamenti, gestione dello sforzo, recupero e tanti piccoli gesti ripetuti giorno dopo giorno.
Preparare una maratona, un allenamento alla volta
Quando l’obiettivo è una 42,195 km, ogni seduta fa parte di un percorso più lungo. Ci sono i chilometri da mettere nelle gambe, i lavori di qualità, le giornate in cui spingere e quelle in cui rallentare. Ma soprattutto serve trovare un equilibrio che permetta di sostenere settimane di lavoro senza perdere continuità.
Per questo anche quello che succede prima e dopo ogni allenamento ha il suo peso. Ed è proprio attorno a questi momenti che Yeman ha costruito la sua sportcare routine insieme a SPORTLAB Milano.
Prima di iniziare a correre, Yeman dedica particolare attenzione alla fase di attivazione. Preparare muscoli e tendini allo sforzo è un’abitudine che accompagna il suo lavoro quotidiano e che comprende anche l’applicazione di WARMUP CREAM prima dell’attività.

Anche il comfort fa parte della preparazione
Quando si corre a lungo, anche un piccolo fastidio può diventare difficile da ignorare. E nella preparazione di una maratona, dove le distanze aumentano e il tempo trascorso a correre si allunga, anche il comfort diventa un aspetto da non trascurare.
Per questo Yeman utilizza SLIDER prima della corsa, applicandola sulle zone più soggette a sfregamenti e irritazioni. Una protezione in più per la pelle, che gli permette di concentrarsi su ciò che conta: correre.

Anche questo, in fondo, fa parte della preparazione. Piccole attenzioni che aiutano a evitare fastidi e a vivere al meglio anche le uscite più lunghe.
Il lavoro non finisce con l’ultimo chilometro
Se quello che accade prima e durante la corsa è importante, lo stesso vale per quello che viene dopo. Yeman lo racconta così:
“Il lavoro non finisce quando smetto di correre.”
Una volta terminata la seduta, l’attenzione si sposta sul recupero e su tutto ciò che serve per lasciarsi alle spalle il lavoro appena svolto e pensare a quello successivo.
COOLDOWN CREAM accompagna proprio questa fase. Yeman la applica subito dopo lo sforzo, come parte delle attenzioni che dedica alle gambe al termine dell’allenamento.

Sono gesti che, presi singolarmente, possono sembrare secondari. Ma insieme al lavoro quotidiano contribuiscono a dare continuità alla preparazione. Perché New York non si prepara con una singola seduta, ma mettendo insieme un allenamento dopo l’altro e creando, ogni volta, le condizioni giuste per affrontare quello successivo.
Verso New York
Il 1° novembre tutto questo lavoro arriverà sulle strade di New York.
Ad aspettare Yeman ci saranno i ponti e i saliscendi che attraversano i cinque borough, il pubblico che accompagna la gara praticamente dal primo all’ultimo chilometro e, alla fine, Central Park.
Ma prima c’è ancora tempo. Tempo per correre, lavorare, recuperare e mettere insieme gli ultimi pezzi di una preparazione iniziata molti mesi fa.
Perché il giorno della maratona è quello che vediamo tutti. Gran parte di ciò che permette a un atleta di arrivarci, invece, succede lontano dal percorso di gara.
La Road to New York di Yeman è entrata nel vivo. E noi di SPORTLAB siamo orgogliosi di accompagnarlo fino al traguardo.

