C’è chi corre per sfogarsi, chi per dimagrire, chi per inseguire un tempo.
E poi c’è chi, come Massi Milani, ha trasformato la corsa in un progetto strutturato, fatto di metodo, studio e scelte consapevoli.
Runner, divulgatore e recensore di prodotti, Massi è diventato negli anni un punto di riferimento per molti amatori che cercano qualcosa di diverso dal solito approccio “tutto o niente”.
Il suo percorso parte lontano dai riflettori, passa attraverso la curiosità e l’analisi, e arriva a una visione della corsa come equilibrio tra performance, prevenzione e continuità.
In questa intervista racconta il suo modo di vivere e interpretare la corsa, tra esperienza, consapevolezza e attenzione ai dettagli.

Massi, sei conosciuto sia come runner che come recensore di prodotti e divulgatore. Come nasce il tuo percorso nella corsa e come si è evoluto nel tempo?
Vengo da un passato da calciatore “amatoriale” (dai 6 ai 22 anni, con 4 allenamenti a settimana). Poi, per studio e lavoro, ho mollato tutto per anni: poco tempo e priorità sbagliate, col senno di poi. La corsa è tornata in modo molto concreto quando, da adulto, mi sono reso conto che non entravo più nella taglia dei miei abiti: ho iniziato per rimettermi in forma, con un approccio semplice corsa/camminata. Da lì è scattata la curiosità: ho iniziato a studiare, leggere tantissimo e ottimizzare il metodo. Nel tempo la corsa è diventata un progetto: performance, prevenzione, tecnologia e divulgazione.
Hai iniziato a correre seriamente in età adulta e oggi continui a migliorarti. Qual è stato il vero cambio di mentalità che ha fatto la differenza nel tuo percorso?
Il passaggio chiave è stato smettere di “allenarmi quando posso” e iniziare a “costruire continuità”. Significa: meno eroismo, più processo. Ho iniziato a ragionare per cicli, a dare valore alle sedute facili quanto a quelle di qualità, e a misurare i miglioramenti nel medio periodo.
La mentalità è diventata: fare bene le cose semplici, ogni settimana, per mesi.

Con l’esperienza cambia il modo di allenarsi. Quali sono, secondo te, gli errori più comuni che vedi negli amatori che vogliono migliorare ma continuano a fare le stesse cose?
Ne vedo ricorrere sempre gli stessi:
• Troppa intensità, troppo spesso: si corre “medio” ogni giorno e non si recupera mai davvero.
• Assenza di progressione: stessi ritmi, stessi chilometri, stesso schema per settimane.
• Pochi fondamentali: forza, mobilità, tecnica e prevenzione messi in fondo (finché arriva lo stop).
• Gare/allenamenti copiati: prendere il workout “figo” senza avere la base aerobica o la struttura settimanale adatta.
• Recupero sottovalutato: sonno, stress, alimentazione e gestione del carico non sono “extra”, sono parte dell’allenamento.

Nel tuo lavoro contano molto dati, monitoraggio e recupero. Quanto è importante oggi allenarsi in modo consapevole, invece che affidarsi solo alle sensazioni?
Le sensazioni restano centrali, ma oggi abbiamo strumenti che aiutano a essere più lucidi e coerenti. Sono stato il primo divulgatore in Italia a parlare di analisi nella corsa. I dati (FC, potenza, carico, trend di fatica, qualità del sonno/HRV, ecc.) servono a:
• evitare di trasformare tutto in “spinta” quando non è il giorno giusto;
• dare un perimetro alle sensazioni (che possono essere falsate da stress e contesto);
• rendere replicabili i progressi (non “oggi è andata bene”, ma “so perché è andata bene”).
La sintesi migliore è: dati per decidere, percezione per rifinire.
Nel tuo sistema di allenamento quotidiano che ruolo hanno i prodotti sportcare SPORTLAB Milano nel mantenere continuità e qualità nel tempo?
Per me hanno un ruolo molto pratico: mi aiutano a tenere alta la continuità, che è la vera valuta del runner adulto. Li uso come parte della routine “prevenzione + recupero”: scarico muscolare, gestione di rigidità e piccoli fastidi, e quel rituale post-allenamento che ti fa arrivare fresco al giorno dopo. E nota divertente: mio figlio Matte li adora — ogni volta che vede che li sto usando mi dice “dammi quelli buoni” e se li porta via come se fossero indispensabili anche per lui.

Se dovessi dare un consiglio a chi inizia a correre in età adulta e vuole continuare a farlo il più a lungo possibile, quale sarebbe?
Puntare su progressione e sostenibilità, non sulla prestazione immediata. Due regole semplici:
1. Corri più piano di quanto pensi “giusto” per costruire base e articolazioni forti.
2. Fai poche cose, ma falle bene e con regolarità (2–4 uscite/settimana + un minimo di forza).
E soprattutto: considera il recupero parte del piano. Se vuoi correre a lungo, devi arrivare spesso “abbastanza fresco” da poter ripetere.
Dalle parole di Massi Milani emerge una visione chiara e concreta della corsa: non un accumulo di allenamenti “eroici”, ma un sistema fatto di scelte coerenti, progressione e attenzione ai dettagli.
Allenarsi bene, oggi, significa soprattutto sapersi gestire, ascoltare e dare valore a ciò che permette di tornare a correre anche il giorno dopo.
È un messaggio che parla a chi corre da anni, ma anche – e forse soprattutto – a chi ha iniziato più tardi e vuole costruire un rapporto duraturo con questo sport. Perché la vera prestazione, come racconta Massi, non è il singolo risultato, ma la capacità di restare costanti nel tempo, con lucidità e rispetto per il proprio corpo.

