La corsa come spazio di condivisione: intervista a Lorenzo Lotti

La corsa come spazio di condivisione: intervista a Lorenzo Lotti

C'è chi scopre la corsa fin da piccolo e chi, invece, la incontra lungo il proprio percorso di vita. Lorenzo Lotti appartiene a questa seconda categoria, ma è riuscito a trasformare una passione in qualcosa di molto più grande: un progetto, una community e un punto di riferimento per tantissimi runner.

Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per farci raccontare come è nato Sempre di Corsa, cosa significa oggi allenare centinaia di persone e perché, quando si parla di running, recupero e prevenzione sono parte dell'allenamento tanto quanto i chilometri.

Qual è stato il momento in cui la corsa è passata da semplice attività a pilastro della tua vita?

Io non sono un corridore nato in pista. Fino a trentanni bevevo, fumavo e avevo tuttaltre abitudini. Poi la corsa mi ha davvero cambiato.

Direi che il momento preciso risale a circa dieci anni fa, quando ho iniziato a correre e ho affrontato la mia prima maratona. Già da allora è diventata un pilastro della mia vita: mi ha preso e mi ha stregato fin dallinizio.

Con il tempo è diventata anche il mio lavoro e una parte integrante di me. Il passaggio definitivo è arrivato nel 2022, quando mi sono licenziato e ho smesso di essere dipendente. Da quel momento la corsa è diventata il centro non solo della mia vita personale, ma anche di quella professionale.

Quando hai capito che la tua esperienza poteva trasformarsi in un progetto condiviso?

Mi è sempre piaciuto condividere, parlare e dare consigli alle persone.

Nel 2022 avevo già il mio profilo, pubblicavo i miei risultati sportivi e qualche foto, ma nulla di più. Quando ho iniziato a raccontare le mie esperienze e a condividere consigli sulla corsa, ho subito notato una grande risposta da parte delle persone.

Credo di essere stato uno dei primi, almeno nel mondo del running italiano, a proporre contenuti di questo tipo in modo continuativo. Nel dicembre 2022, ispirandomi al calendario dellAvvento, ho iniziato a pubblicare un consiglio al giorno. Da lì è arrivata una risposta enorme.

È stato in quel momento che ho capito che, a volte, condividere ciò che si è imparato può dare ancora più soddisfazione di un risultato personale.

In un panorama pieno di tabelle e app di allenamento, la tua community è molto legata a te: cosa pensi che le persone trovino nel tuo approccio che altrove non riescono a trovare?

Secondo me non è tanto una questione di tabelle o di allenamenti. Alleno tante persone, ma nessuno si è mai lamentato per un singolo allenamento. Quello che fa davvero la differenza è la condivisione, la vicinanza, la personalizzazione.

A volte il lavoro del coach diventa quasi un lavoro di psicologia. Credo di riuscire a ispirare e a creare una community perché cerco di essere semplice. I miei consigli possono essere compresi sia da chi ha appena iniziato a correre sia da chi ancora non corre.

Soprattutto, io sono una persona come tante. Non sono latleta nato in pista, quello che si guarda alle Olimpiadi e appare irraggiungibile. Ho iniziato a correre da adulto, e penso che questo mi renda più vicino alle persone.

Allenare centinaia di runner è un osservatorio privilegiato: qual è la lezione più importante che hai imparato ascoltando le storie dei tuoi atleti, che magari allinizio non avevi considerato?

Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. La lezione più importante è che ascoltare le persone e le loro storie è fondamentale, perché ognuno è diverso.

Due persone possono correre una maratona nello stesso tempo, ma avere bisogno di allenamenti completamente differenti. C’è chi è più forte di testa, chi di gambe e chi di cuore.

Il compito di un coach è capire dove si trova la vera esigenza della persona e lavorare per colmare quella lacuna. Non esiste un percorso valido per tutti: lallenamento deve adattarsi alla persona, non il contrario.

C’è spesso il mito del più km faccio, meglio è”: nel tuo percorso quanto è stato difficile imparare a dare al recupero e alla prevenzione il giusto spazio? E come trasmetti questo equilibrio nel lavoro quotidiano con i runner?

Molte persone, quando iniziano, pensano che lallenamento sia tutto e che basti fare tanti chilometri per migliorare. Lho pensato anchio.

Poi ho visto su me stesso che, quando ho ridotto i chilometri e trovato un equilibrio, sono riuscito a esprimermi al meglio. Lo ripeto sempre: il corpo migliora quando recupera, non mentre si allena.

È fondamentale non sottrarre tempo al sonno e trovare un equilibrio tra sport, famiglia, lavoro e vita quotidiana. Ognuno ha un tempo realistico da dedicare allo sport, ed è importante rispettarlo.

Quando lo sport o un allenamento diventano un peso, bisogna fermarsi un momento e chiedersi che cosa non stia funzionando.

Nella tua routine di allenamento, cosa non può mai mancare prima e dopo la corsa per preparare il corpo e recuperare al meglio?

La mia routine varia in base al periodo, alla situazione e al tipo di allenamento, ma lequilibrio resta sempre fondamentale.

Bisogna arrivare agli allenamenti pronti, non eccessivamente stanchi o affaticati, e predisposti sia mentalmente sia fisicamente. In questo possono essere utili anche prodotti pensati per accompagnare la routine dello sportivo, come quelli di SPORTLAB Milano.

La WARMUP CREAM, per esempio, aiuta a preparare il corpo prima dellattività, mentre altri prodotti possono supportare il recupero e il comfort dopo lallenamento.

Penso anche a SLIDER, utile per prevenire fastidi come sfregamenti, arrossamenti e, nei casi peggiori, piccole lesioni o sanguinamenti.

Molte persone che si avvicinano alla corsa non conoscono ancora questi strumenti. Costruire una buona routine significa anche trovare i prodotti e le abitudini che permettono di allenarsi con maggiore comfort e continuità.

Il consiglio che darei a tutti è di non avere fretta. La corsa richiede gradualità: bisogna dare tempo al corpo, costruire abitudini corrette e, quando serve, affidarsi a qualcuno che sappia guidare il percorso.

La corsa deve restare qualcosa che ci piace. Non deve diventare un peso e, soprattutto, non deve farci male.

In un momento in cui il running sembra spesso una rincorsa continua ai numeri, Lorenzo ci ricorda che esiste anche un altro modo di vivere questo sport: con gradualità, equilibrio e attenzione al proprio corpo.

Una visione che sentiamo molto vicina anche a noi di SPORTLAB Milano. Perché prepararsi bene, recuperare nel modo giusto e continuare a correre con piacere sono traguardi che contano almeno quanto un nuovo personal best.

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