Con l’arrivo della primavera è naturale sentire il bisogno di rimettersi in movimento.
Le giornate si allungano, le temperature diventano più miti e diventa più facile uscire a correre o riprendere una routine che durante l’inverno si era inevitabilmente rallentata.
Spesso le prime uscite danno anche buone sensazioni. Il fiato risponde, il ritmo non è così lontano da quello che ricordavi e la percezione generale è quella di non aver perso troppo. È proprio questa impressione, però, che a volte può trarre in inganno.
Una sensazione che conosce bene anche Enrica Tomei (aka La Tommy), runner e Ambassador SPORTLAB Milano.
“Le prime uscite sono sempre un po’ così: ti senti bene e ti viene naturale spingere. Il problema è che il corpo non è ancora pronto come sembra.”
Quando si riprendono gli allenamenti dopo una pausa, infatti, il limite raramente è la resistenza. Piuttosto, è tutto ciò che riguarda la capacità del corpo di gestire lo sforzo nel suo insieme.

Durante l’inverno il corpo si adatta a ritmi diversi, spesso meno intensi e meno ripetitivi. Anche chi continua ad allenarsi tende a modificare il tipo di attività, la frequenza o la qualità degli stimoli. Quando si torna a carichi più regolari, quindi, non si riparte davvero dallo stesso punto, ma da una condizione che richiede una fase di riadattamento.
Questo si traduce in sensazioni che molti conoscono bene: muscoli più rigidi, una fatica che arriva prima del previsto, piccoli fastidi che compaiono senza una causa evidente. Non sono segnali preoccupanti, ma semplicemente il modo in cui il corpo cerca di ritrovare equilibrio.

In questa fase iniziale diventa quindi fondamentale tutto ciò che aiuta il corpo a riattivarsi in modo graduale. Preparare i muscoli prima dell’allenamento può fare una differenza concreta nelle sensazioni fin dai primi chilometri, soprattutto quando si arriva da settimane meno attive.
“Io prima di uscire uso sempre WARMUP CREAM. Mi aiuta a partire più sciolta, senza quella sensazione di rigidità delle prime uscite.”
Allo stesso tempo, ci sono aspetti che tornano a farsi sentire molto velocemente appena si riprende ad aumentare i carichi. Gli sfregamenti sono uno dei primi.
Dopo settimane o mesi in cui non hanno dato problemi, riemergono appena si allungano le uscite o si aumenta l’intensità, coinvolgendo zone come l’interno coscia, i piedi o i punti di contatto con l’abbigliamento tecnico.

“Appena ricominci ad allungare le uscite, gli sfregamenti si fanno sentire subito. Io per questo uso SLIDER: è leggera, non unge e protegge le zone più sensibili senza dare fastidio durante l’allenamento.”
Un altro aspetto spesso sottovalutato in primavera è l’esposizione al sole durante l’attività sportiva. Le temperature non sono ancora elevate, ma il sole è già più intenso e la pelle, meno abituata rispetto ai mesi invernali, può risultare più sensibile.
“In primavera il sole è già intenso, anche se non sembra. Per questo ho iniziato a proteggere la pelle fin dalle prime uscite. ACTIVE SUN 50+ la uso perché è leggera, non occlude la pelle e resiste molto bene anche ad acqua e sudore.”
Infine, c’è un aspetto che tende a essere trascurato proprio quando sarebbe più utile: il recupero.
La percezione di svolgere attività ancora “leggere” porta spesso a ridurre l’attenzione a ciò che succede dopo l’allenamento. In realtà, proprio perché il corpo non è ancora completamente adattato, ogni stimolo ha un impatto più marcato.

Inserire nella routine qualcosa che favorisca il recupero aiuta a migliorare la sensazione generale nelle ore successive e a mantenere continuità negli allenamenti.
“Dopo l’allenamento uso COOLDOWN CREAM, soprattutto nei giorni in cui sento le gambe più affaticate. Mi aiuta a rilassarle e a recuperare meglio, così il giorno dopo riparto senza quella fastidiosa sensazione di pesantezza.”
Riprendere nel modo giusto non significa semplicemente aumentare i chilometri o la frequenza, ma accompagnare il corpo in una fase di transizione che riguarda preparazione, gestione e recupero.

E, come suggerisce Enrica, sono spesso i dettagli - anche quelli che sembrano più piccoli - a fare davvero la differenza nel tempo.

